giovedì 29 novembre 2007

Wet Cerveteri

Domenica durissimo risveglio per me, dopo 3 ore e 20 di sonno. Mi faccio coraggio e raggiungo Alberto sull'Aurelia.
Arrivo a Cerveteri tranquillo, in quasi perfetto synch con Pietro e Claudio, che Alberto aveva invitato a pedalare con noi. Carrambata: Pietro è collega di una mia amica d'infanzia milanese. Rendo giustizia al mio nickname.

Il giro comincia cercando di evitare i cacciatori che imperversano nella zona. Raccogliamo le informazioni sulle zone più battute dai colleghi di ritorno. Racconti di gente morta di recente. Per eccesso di mimetismo. Assurdo. Morti. Mentre cacciavano. Due amici.

Non ci spaventiamo. Decidiamo di essere rumorosi e di aggirare le zone di caccia. Percorso misto, bello, pedalato e tecnico. La prima discesa è la sagra del ciottolo. Il terreno è pesante. È piovuto fino al giorno prima. Tanto.

Il giro è fantastico. Guadi, cascate alte 30 metri viste da sotto, altre cascate viste da sopra. Pietro fora. Pietro ammansisce i compagni per l'attesa con del cioccolato. Tavolette da 14 Kg di cacao al 70%. Cioccolato bibbblico.

A me non piace il cioccolato. Uff.

Arriviamo allo Snake. Single track divertentissimo. Lo affrontiamo veloci. Curva dopo curva sotto la pioggerellina incipiente. Pioggerellina che diventerà un diluvio. Un diluvio.

Quanto fango esiste sulla terra? Quanto incollato sulle nostre caviglie? Quanto intruso nella scolpitura delle nostre gomme? Ma soprattutto: quanta aderenza si può perdere?

Le mie ruote non aggrediscono più il terreno nemmeno in piano. Resistiamo, alla volta delle nostre automobili. Siamo al centro di un campo sferzato dall'acquazzone. Siamo al centro di un campo che percorriamo in trionfo. Lo stesso campo dove in trionfo va una jeep col cadavere di un cinghiale.

Oggi è andata bene quasi a tutti.

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