Esplorando la zona tra Castel Gandolfo e Ariccia, Sandrello e il sottoscritto ci siamo imbattuti nella "Casa Divin Maestro", un nome che ci ha fatto istantaneamente pensare a qualcosa di vagamente massonico... Ancora più suggestivo il fatto che era nella nota zona dove per uno strano effetto ottico (?) si crede di essere in salita mentre si è in discesa. Cento metri dopo scoviamo un bel singletrack in discesa, con tanto di vista eccezionale sul lago! Il solito "dammi il 5" e iniziamo la discesa, dopo due minuti ci imbattiamo in un signore anziano, con un'aura di forza, due penetranti occhi azzurri e con una voce pacata e suadente, che ci spiega dove va il sentiero. Pensiero istantaneo di entrambi "lui è il Divin Maestro in persona!". La discesa era molto carina, i due finocchioni mancanti (Tuot per motivi non noti, Jacuza perchè sfatto dalla tournee www.anonimarmonisti.com) non devono mancare la prox volta!!!
PS: oggi ho visto su internet che la "Casa Divin Maestro" non è massonica, ma un istituto religioso!!! Non lo avrei mai detto!!!
domenica 16 marzo 2008
domenica 20 gennaio 2008
Un omaggio


Un omaggio alla mia vecchia Ancillottina, così com'è adesso... Come primissime impressioni, la 666 è uno spettacolo, va esattamente dove vuoi tu (sembra uno scherzo, no???) e si pedala pure molto molto bene. Rigidissima davanti! Non vedo l'ora di metterla alla frusta in discesa, sembra promettere davvero tanto...
martedì 8 gennaio 2008
domenica 6 gennaio 2008
La strada verso il desiderio
Ero un bambino e mi capitava di sognare ad occhi aperti: i nonni paterni mi parlavano delle meraviglie del mondo che solo nel circo diventano realtà.
I loro occhi di persone ferite dai disagi della guerra, occhi impavidi tipici degli acrobati della vita, riluccicavano difronte ai racconti dei coraggiosi domatori di feroci belve, di belve sconosciute appartenenti a mondi lontani sinistramente note ai fieri soldati del regime in vacanza premio nel Negro Continente.
Ero un bambino e avevo appena cominciato le elementari e un giorno i nonni mi portarono a vedere uno spettacolo circense.
I miei occhi, al pari di quelli del nonno che per sua sventura aveva goduto di quella calda vacanza africana, sorridevano quando i giocolieri cominciavano a danzare e con destrezza inimitabile facevano volteggiare in aria le sfere che davano vita ad una impareggiabile magia.
Un malinconico tipo dal naso rosso e con un ingombrante e ridicolo travestimento cominciò a solcare la scena in largo e in lungo sopra un strano aggeggio munito di un sellino sorretto da un'unica ruota: fu quello il momento in cui rimasi folgorato. Indelebile nella mente si stampò quell’immagine dell’abile e goffo clown sul trespolo rotolante (così quell’aggeggio veniva definito dal nonno) mai più dimenticai quella strana (per me) invenzione infernale ad una ruota.
Nel corso dell’adolescenza attratto e respinto, lobotomizzato dal nazionale passatempo sportivo italico, marchiato da una autentica quanto sincera passione per la squadra dai ridenti colori del sole e del tramonto (per altri arancio e sangue di bue) non ebbi mai l’occasione per compiere il grande salto…
Cresciuto nel culto del Principe giallorosso, solo in età compiuta ho scoperto la mtb e con essa la sensazione di libertà che raidare sentieri impervi e scoscesi, strade incolte e rocce acuminate può darti.
Quella sensazione però cominciò ad infettarsi con i mille pensieri di un mondo troppo commercialmente ardito per il mio animo, nonché per le mie finanze: quella molla non ammortizza, una molla pesa più di un serbatoio ad aria, meglio una o due piastre….quante piastrine ci sono nel sangue…et cetera…
Una notte come tante, in cui neppure la luna rifletteva la propria luce e le strade monotone come sempre erano illuminate da stanchi faretti, davanti al pc cercavo per la mia bike la forcella più performante tra tutte le forcelle performanti; all’improvviso tornò prepotente l’immagine del clown sul trespolo ad una ruota e il mouse, come posseduto da antichi ricordi, mi condusse sul sito di scatenati pazzi monociclisti canadesi che percorrevano in monociclo divertenti singletrack, identici a quelli che solitamente faccio in mtb.
Solo stupore ed incredulità nella mia testa, interrotta la ricerca della forcella (oggi sulla mia all mountain monto una marzocchi drop off del 2004) d’istinto ho acquistato quello strano trespolo con un ruotone dalle immense dimensioni.
Un nuovo modo di vedere la realtà si era impadronito di me: avevo unito il senso di libertà boschifero alla semplicità e alla abiltà tecnica, ero un uomo diverso: più “ampio”.
Da quel momento ho capito che per essere felici e soddisfatti di se stessi non bisogna mai mettere la museruola ai propri sogni.
I loro occhi di persone ferite dai disagi della guerra, occhi impavidi tipici degli acrobati della vita, riluccicavano difronte ai racconti dei coraggiosi domatori di feroci belve, di belve sconosciute appartenenti a mondi lontani sinistramente note ai fieri soldati del regime in vacanza premio nel Negro Continente.
Ero un bambino e avevo appena cominciato le elementari e un giorno i nonni mi portarono a vedere uno spettacolo circense.
I miei occhi, al pari di quelli del nonno che per sua sventura aveva goduto di quella calda vacanza africana, sorridevano quando i giocolieri cominciavano a danzare e con destrezza inimitabile facevano volteggiare in aria le sfere che davano vita ad una impareggiabile magia.
Un malinconico tipo dal naso rosso e con un ingombrante e ridicolo travestimento cominciò a solcare la scena in largo e in lungo sopra un strano aggeggio munito di un sellino sorretto da un'unica ruota: fu quello il momento in cui rimasi folgorato. Indelebile nella mente si stampò quell’immagine dell’abile e goffo clown sul trespolo rotolante (così quell’aggeggio veniva definito dal nonno) mai più dimenticai quella strana (per me) invenzione infernale ad una ruota.
Nel corso dell’adolescenza attratto e respinto, lobotomizzato dal nazionale passatempo sportivo italico, marchiato da una autentica quanto sincera passione per la squadra dai ridenti colori del sole e del tramonto (per altri arancio e sangue di bue) non ebbi mai l’occasione per compiere il grande salto…
Cresciuto nel culto del Principe giallorosso, solo in età compiuta ho scoperto la mtb e con essa la sensazione di libertà che raidare sentieri impervi e scoscesi, strade incolte e rocce acuminate può darti.
Quella sensazione però cominciò ad infettarsi con i mille pensieri di un mondo troppo commercialmente ardito per il mio animo, nonché per le mie finanze: quella molla non ammortizza, una molla pesa più di un serbatoio ad aria, meglio una o due piastre….quante piastrine ci sono nel sangue…et cetera…
Una notte come tante, in cui neppure la luna rifletteva la propria luce e le strade monotone come sempre erano illuminate da stanchi faretti, davanti al pc cercavo per la mia bike la forcella più performante tra tutte le forcelle performanti; all’improvviso tornò prepotente l’immagine del clown sul trespolo ad una ruota e il mouse, come posseduto da antichi ricordi, mi condusse sul sito di scatenati pazzi monociclisti canadesi che percorrevano in monociclo divertenti singletrack, identici a quelli che solitamente faccio in mtb.
Solo stupore ed incredulità nella mia testa, interrotta la ricerca della forcella (oggi sulla mia all mountain monto una marzocchi drop off del 2004) d’istinto ho acquistato quello strano trespolo con un ruotone dalle immense dimensioni.
Un nuovo modo di vedere la realtà si era impadronito di me: avevo unito il senso di libertà boschifero alla semplicità e alla abiltà tecnica, ero un uomo diverso: più “ampio”.
Da quel momento ho capito che per essere felici e soddisfatti di se stessi non bisogna mai mettere la museruola ai propri sogni.
Tuot
giovedì 3 gennaio 2008
Calendario 2008

La quAttro crew ha realizzato per tutti gli appassionati di mtb il calendario 2008.
Ci piacerebbe condividerlo con tutti voi; sarà sufficiente inviare nei commenti la vostra e-mail per potervelo spedire.
Non dimenticate nella mail di raccontare il vostro bike lifestyle, sarà un piacere per noi condividere i vostri più peccaminosi desideri a due ruote.
A proposito per tutto questo un ringraziamento speciale al nostro "Sterling" Sandrello
Tuot
mercoledì 2 gennaio 2008
sabato 29 dicembre 2007
giovedì 27 dicembre 2007
giovedì 29 novembre 2007
Cerveteri 2

As required by Italian Legislative Decree No. 196/2003, I hereby express my consent to the use of my personal data inserted in this blog for the lonely scope of activities inherent job offering and selection. I also hereby express my consent to the communication and distribution of my personal data to companies, bodies or consortia which are clients or supply your Company with processing services, so long as:
1. the lonely scope will be related to activities of job offering and selection
and
2. limitations in the use of personal data will be communicated to anyone who will handle these data
Pietro AM (All Mountain)
Wet Cerveteri
Domenica durissimo risveglio per me, dopo 3 ore e 20 di sonno. Mi faccio coraggio e raggiungo Alberto sull'Aurelia.
Arrivo a Cerveteri tranquillo, in quasi perfetto synch con Pietro e Claudio, che Alberto aveva invitato a pedalare con noi. Carrambata: Pietro è collega di una mia amica d'infanzia milanese. Rendo giustizia al mio nickname.
Il giro comincia cercando di evitare i cacciatori che imperversano nella zona. Raccogliamo le informazioni sulle zone più battute dai colleghi di ritorno. Racconti di gente morta di recente. Per eccesso di mimetismo. Assurdo. Morti. Mentre cacciavano. Due amici.
Non ci spaventiamo. Decidiamo di essere rumorosi e di aggirare le zone di caccia. Percorso misto, bello, pedalato e tecnico. La prima discesa è la sagra del ciottolo. Il terreno è pesante. È piovuto fino al giorno prima. Tanto.
Il giro è fantastico. Guadi, cascate alte 30 metri viste da sotto, altre cascate viste da sopra. Pietro fora. Pietro ammansisce i compagni per l'attesa con del cioccolato. Tavolette da 14 Kg di cacao al 70%. Cioccolato bibbblico.
A me non piace il cioccolato. Uff.
Arriviamo allo Snake. Single track divertentissimo. Lo affrontiamo veloci. Curva dopo curva sotto la pioggerellina incipiente. Pioggerellina che diventerà un diluvio. Un diluvio.
Quanto fango esiste sulla terra? Quanto incollato sulle nostre caviglie? Quanto intruso nella scolpitura delle nostre gomme? Ma soprattutto: quanta aderenza si può perdere?
Le mie ruote non aggrediscono più il terreno nemmeno in piano. Resistiamo, alla volta delle nostre automobili. Siamo al centro di un campo sferzato dall'acquazzone. Siamo al centro di un campo che percorriamo in trionfo. Lo stesso campo dove in trionfo va una jeep col cadavere di un cinghiale.
Oggi è andata bene quasi a tutti.
Arrivo a Cerveteri tranquillo, in quasi perfetto synch con Pietro e Claudio, che Alberto aveva invitato a pedalare con noi. Carrambata: Pietro è collega di una mia amica d'infanzia milanese. Rendo giustizia al mio nickname.
Il giro comincia cercando di evitare i cacciatori che imperversano nella zona. Raccogliamo le informazioni sulle zone più battute dai colleghi di ritorno. Racconti di gente morta di recente. Per eccesso di mimetismo. Assurdo. Morti. Mentre cacciavano. Due amici.
Non ci spaventiamo. Decidiamo di essere rumorosi e di aggirare le zone di caccia. Percorso misto, bello, pedalato e tecnico. La prima discesa è la sagra del ciottolo. Il terreno è pesante. È piovuto fino al giorno prima. Tanto.
Il giro è fantastico. Guadi, cascate alte 30 metri viste da sotto, altre cascate viste da sopra. Pietro fora. Pietro ammansisce i compagni per l'attesa con del cioccolato. Tavolette da 14 Kg di cacao al 70%. Cioccolato bibbblico.
A me non piace il cioccolato. Uff.
Arriviamo allo Snake. Single track divertentissimo. Lo affrontiamo veloci. Curva dopo curva sotto la pioggerellina incipiente. Pioggerellina che diventerà un diluvio. Un diluvio.
Quanto fango esiste sulla terra? Quanto incollato sulle nostre caviglie? Quanto intruso nella scolpitura delle nostre gomme? Ma soprattutto: quanta aderenza si può perdere?
Le mie ruote non aggrediscono più il terreno nemmeno in piano. Resistiamo, alla volta delle nostre automobili. Siamo al centro di un campo sferzato dall'acquazzone. Siamo al centro di un campo che percorriamo in trionfo. Lo stesso campo dove in trionfo va una jeep col cadavere di un cinghiale.
Oggi è andata bene quasi a tutti.
lunedì 5 novembre 2007
Riding the autumn
sabato 27 ottobre 2007
De pineta
venerdì 26 ottobre 2007
domenica 14 ottobre 2007
Chi perde una corriera trova un trattore...

Dopo il Gran Sasso East Side e West Side (Prato Selva), con Jakuza abbiamo deciso di fare la discesa del M.Autore.
Avendo una sola macchina, la nostra idea era quella di salire con la corriera e riscendere in bici fino a Subiaco. Da bravi tordi non controlliamo gli orari dei pulman e arriviamo a Subiaco alle 10.15 quando l'ultima partenza era alle 9.30!!!
Proviamo quindi a fermare qualche anima pia di camionista chiedendo un passaggio fino in cima. Molti sorrisi, grande comprensione ma rimaniamo tristemente a terra...
Ergo cambio di programma.
Rimontiamo in macchina direzione Catillo.
Arrivati alle pendici del monte cominciamo a salire e dopo qualche metro di salita spacca gambe (qualcuno avrebbe detto qualcos'altro) sentiamo un rumore infernale che dal basso diviene sempre più forte... dopo un paio di tornanti eccco spuntare un trattore con un piccolo carrello per caricare bestiame. La sorte ci è di nuovo amica! Fermiamo il vaccaro, imploriamo un passaggio fino in vetta e, come nel più insperato dei cotrappassi danteschi, l'amico allevatore ci carica con le bici dietro il carretto! La salita è stata un'avventura; in quell'affare sembrava di essere dentro ad una lavatrice con 1 kg di pietre che sbattono ovunque... che tajo!
Il resto è storia... grandi sorrisi, ricca discesa e grossa soddisfazione finale!
p.s. se siete amici vi chiedo di non lasciarmi solo nella prossima conquista del M.Autore... ormai è diventata una sfida!
lunedì 20 agosto 2007
Enduro del Lupo
Venti gg di vacanza in Toscana: tante uscite mooolto free e tanta esplorazione a destra & manca come piace tanto a Tuot! Stavo facendo uno dei miei giri preferiti quando vedo una discesa che non avevo mai imboccato: dopo 10 minuti poco interessanti incrocio un toboga molto arrapante. E' tardi, guardo il fido gps e l'unica strada da fare per tornare verso casa è prendere il toboga in salita: poco male, ci tornerò... A quel punto sento un urlo agghiacciante: cosa c#@@o è????? Un maiale sgozzato? Al quarto verso o stanno facendo fuori un branco di maiali o è qualcos'altro... Cani? Impossibile! A sto punto l'unica alternativa plausibile era un lupo mannaro! Ovviamente l'urlo veniva da dove dovevo andare io! Con tanta adrenalina in corpo inizio a muovermi, proseguo su questo toboga stretto e stupendo, arrivo a uno spot altrettanto stupendo... Altro urlo!!! Inizio a pedalare in salita come un matto, altri urli... Alla fine arrivo alla strada bianca, ma giurando che sarei comunque tornato!!!
Due giorni dopo imbocco questo sentiero in discesa, soprannominato chiaramente "Enduro del Lupo", urlando come un pazzo per allontanare chiunque: dh stupenda, nessun lupo mannaro incontrato. I locals dicono che l'autore dell'urlo potrebbe essere un daino in calore, in effetti ne ho incontrati 6 o 7 durante il giro (non in calore che io sappia :-) ). Ragazzi, se mai verrete qui in toscana, vi ci porto di sicuro!!!
Due giorni dopo imbocco questo sentiero in discesa, soprannominato chiaramente "Enduro del Lupo", urlando come un pazzo per allontanare chiunque: dh stupenda, nessun lupo mannaro incontrato. I locals dicono che l'autore dell'urlo potrebbe essere un daino in calore, in effetti ne ho incontrati 6 o 7 durante il giro (non in calore che io sappia :-) ). Ragazzi, se mai verrete qui in toscana, vi ci porto di sicuro!!!
martedì 17 luglio 2007
Rock and Roll!


Fantastico! Il Gran Sasso è bellissimo, forse uno dei posti più divertenti nel centro Italia dove fare mtb.
Metto su un altro pò di foto.
p.s. Daje Tommy, al prossimo giro dovrai esserci anche tu!
p.s.2 sabato vado a Marsia a fare un giro più pedalato con un amico cavallerizzo (non sto scherzando...). Chiunque volesse venire è il benvenuto!
giovedì 12 luglio 2007
The Big Rock...
... ovvero il Gran Sasso! O lo odi o lo ami: io lo amo profondamente e penso che anche Sandrello alla sua prima esperienza sul GS la pensi già così! Lo testimoniava il ghigno dipinto per quattro ore di filato sulla sua faccia. Anche stavolta il mitico Tuot non è venuto, in piena "crisi da forcella mancante": tocca che un gruppo di volenterosi decida per lui e gliela faccia arrivare direttamente a casa (spese a carico del destinatario, ovvio). Si è unito alla cricca il mitico Federico, grande biker nonchè unico italiano ad aver criccato un telaio Mountain Cycle: se passsate per Prati non potete mancare le favolose pizzette al ciauscolo e il favoloso caffè che vi offrirà nel suo "Bar Vinci"... Tre discese a manetta, tirate fino all'osso: Sandrello sempre col ghigno perenne, Fede in costante controsterzo stile motard, per niente soddisfatto della fia
mmante Michelin 2.8. Il sottoscritto semplicemente era costante godimento e con il proposito di tornare a settembre e farsi anche un paio di fantastici fuoripista!!!
Il ghigno di Sandro che traspare da casco e occhiali...
"Mmm, ste' ca@#o di 2.8 mi stanno tradendo..."
Fede in action
Una rarità... una foto di Sandro in action
Attimi con cervello e dita scollegati tra loro...
Sandro KO... mi sa che per stavolta ha vinto il Gran Sasso!
domenica 24 giugno 2007
quando il gps... parte 2
In realtà sono tutte storie quelle di Sandrello... il gps ci ha permesso di chiudere (con qualche falso indizio) un giro che altrimenti non avremmo chiuso! Certo, abbiamo cercato come riferimento una cascata: peccato che siamo arrivati "al piano di sopra" e non sotto! Sandrè, stai a guardà il capello! Si parte dal cimitero nuovo di Cerveteri, si punta verso il famoso "tropp-drop", poco dopo inizia un ripidone da mal di stomaco. In fondo si gira a sinistra seguendo il fiume, poi è un casino da spiegare :-). Su richiesta inviamo la traccia gps o facciamo da guida...
Tanti auguri a Sandrello, che oggi fa 29 anni!
Tanti auguri a Sandrello, che oggi fa 29 anni!
domenica 17 giugno 2007
quando il gps...

...porta più danni che benefici, quando per seguirlo ti perdi irrimediabilente e "sei costretto" ad invertarti la "tua via", la streda migliore, il sentiero che più ti "ispira", ti da fiducia, ti "attira".
Quello di ieri a Cerveteri è stato un vero giro esplorativo, con passaggi in acqua, scoperta di sorgenti, posti inesplorati e risalite spaccagambe.
Il risultato di questa peregrinazione è che abbiamo "chiuso" un bel giretto, divertente sul piano tecnico, lungo quanto basta, e splendido dal punto di vista paesaggistico.
Peccato non aver trovato alcuna volpe ;) ...
Iscriviti a:
Post (Atom)








